pp. 174
ISBN paper version 9788878851177
La sera dell’11 gennaio 1821 Carlotta Marchionni della Compagnia Reale Sarda recita sul palcoscenico del torinese teatro d’Angennes. Quattro studenti si presentano fra il pubblico indossando un berretto frigio rosso con fiocco nero: i colori della Carboneria. Arrivano i Reali Carabinieri e arrestano i giovani. L'indomani l'Universita è occupata, interviene l'esercito, scoppiano gli scontri e la protesta si diffonde in tutto il Regno: sono i moti del 1821. Ecco, tra i tanti, solo un esempio di quanto il teatro e i suoi luoghi siano stati protagonisti del risorgimento nazionale. Ai tempi del Risorgimento i teatri furono luogo di comunicazione per eccellenza. Nel cinema o in televisione, quando si racconta per immagini il Risorgimento troviamo in molti casi, come soggetto o come sfondo, un palcoscenico.
Tale scelta non risponde solo a esigenze sceniche ma esprime una indubbia verita storica: il Risorgimento è stato anche i suoi teatri, dove non si andava solo per assistere allo spettacolo. Il teatro era luogo politico, dove si metteva in scena non soltanto per l'intrattenimento ma anche per l'educazione del pubblico; il quale, a sua volta, non si tratteneva da clamorose manifestazioni. Le sale possono essere viste come termometro dell’opinione pubblica e terreno di agitazione ideologica, tale da suscitare il sospettoso interesse delle autorita costituite. La storia documentata e illustrata di centocinquanta luoghi dello spettacolo (fra i quali ottanta in Torino e settanta in altre localita della provincia) nati, conservati, trasformati o perduti in un periodo situato tra il primo Settecento e la fine degli anni Trenta del Novecento è un omaggio a tutti coloro — autori, impresari, attori, musicisti, scenografi, lavoranti e pubblico — che nei teatri del capoluogo e del torinese “credettero” in un’ltalia unita. Ecco come la Provincia di Torino celebra nel 150° dell’Unità d’Italia il contributo dato dallo spettacolo agli eventi che portarono al 1861.
Laura Palmucci Quaglino, già professore di Storia dell’Architettura Moderna e Contemporanea al Politecnico di Torino, vi insegna ora alla Scuola di specializzazione in Storia, Analisi e Valutazione dei Beni Architettonici e del Paesaggio.
Franca Varallo insegna Museologia e Storia della critica d’arte all’Università di Torino. Si occupa di storia della critica d’arte in Italia del XX secolo e di apparati effimeri e cerimonie di corte tra Cinque e Settecento.